PRO DOMO Case Vacanza - Turismo Sociale

MILENA

 MILENA

Chi scrive la conosce da tanti anni, e delle tante vesti che ha indossato, questa è quella in cui Milena splende di più: di gentilezza, d’impegno, di convinzione.

Non che ci sia qualcosa che Milena non faccia senza queste caratteristiche, ma qui alla Pro Domo, mentre mi mostra decine di fotografie scattate nelle case per ferie, raccontandomi dei ragazzi dell’alternanza scuola-lavoro, dell’avvocato che non vedeva l’ora di sudare, dei racconti di Alberto che ammutolivano tavolate di ragazzini, è percepibile, nella sua voce e nei suoi occhi, una forza diversa: quella della gioia.

Milena è una di quelle persone che ama il proprio lavoro e vuole condividerlo.

È un serbatoio d’immagini, odori, ricordi, progetti; ne parla con una dolcezza rara, che è un po’ del suo carattere ma che forse le arriva anche dalla consapevolezza di sentire il proprio ruolo. Fa tantissime cose, la sua scrivania è affollata di appunti e carte, il telefono squilla di continuo ma nel suo ufficio si respira comunque una certa pace; spesso c’è della musica, bassa e discreta, e la cosa non mi sorprende affatto.

Quando Milena parla della Pro Domo e delle case per ferie, parla soprattuto di inclusione e accoglienza: le sue sono storie di persone, di relazioni a volte insperate che nascono e della felicità di poter toccare con mano i risultati del proprio lavoro.

C’è Simone, che nonostante le sue difficoltà ha imparato ad amare la montagna e a stare con gli altri; c’è la polenta preparata per cinquanta persone, che alla fine era forse un po’ insipida, ma tutti avevano mangiato, riso e ringraziato; ci sono ospiti e gestori che si mescolano, si conoscono, diventano amici.

C’è, infine, questo senso di casa, che per lei sono i suoi ragazzi, quelli a cui prova a insegnare il significato di responsabilità nella vita adulta, in termini di lavoro e di rapporti personali. Di certo Milena sa come trasmettere l’entusiasmo che nutre per quello che fa, ma colpiscono l’equilibrio e l’assertività con cui lo racconta: in un mondo a tratti feroce e chiassoso, dall’ufficio di Milena se ne esce carichi e rincuorati.

In tutte le foto che mi mostra, Milena è sempre sorridente: dietro al bancone di un bar, abbracciata a due ragazzine, sulla neve di Ollomont, mentre alza un boccale di birra.

E non è difficile portarsi dietro questa dolcezza.

 

MILENA

Who is writing this has known her for many years, and among the roles she had, the current one is where Milena truly shines: she infuses kindness, commitment, belief.

There nothing Milena has done without these features, however here at Pro Domo, while she is showing me tons of photos taken at the holiday houses, telling me about the boys from the schools, about the lawyer who couldn’t wait for manual labor work, about Alberto’s tales that kept many kids silent and focused, you can see a different strength in her voice and eyes: the strength of the joy.

Milena truly loves her job and wants to share it.

She’s a source of images, smells, memories, projects; she talks about all of this with rare sweetness, which belongs to her personality but maybe also to her awareness: she truly feels her job. She does so much, her desk is full with notes and papers, the phone is always ringing, but in her office you can breathe a kind of peace; there is often low and delicate music on, and this doesn’t surprise me at all.

When Milena talks about Pro Domo and its holiday houses, it’s mainly about ideas od inclusion and welcome: her stories are people stories, about relationships that were unexpected and then bloomed, and about the happiness of actually experiencing the results of her work.

There is Simone, who despite his limits learned to love the mountain and spend time with other people; there is the polenta cooked for fifty people, at the end it was a bit flavourless but everyone ate it, and then they laughed and thanked; there are guests and hosts who socialize, get to know each other, become friends.

Finally, there is this feeling of being home, that for Milena is mostly about her boys and girls, the ones she tries to teach the meaning of responsibility in adult life, in terms of work and personal bonds. For sure Milena is able to pass down her enthusiasm, but above all you get impressed by her balance and assertiveness: in a world that is sometimes ferocious and noisy, you leave Milena’s office encouraged and charged.

In all the pictures she shows me, Milena is always smiling: behind a counter, hugging two young girls, on the snow in Ollomont, while she is raising a pint of beer.

And it’s not difficult to keep her sweetness with you.